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	<title>Commenti per Il diario di Robin Goodfellow</title>
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	<description>Dico ciò che penso, penso ciò che dico (quasi sempre...)</description>
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		<title>Commenti su La fuga degli sciacalli di torquilla</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2009/02/10/la-fuga-degli-sciacalli/#comment-495</link>
		<dc:creator>torquilla</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 21:43:58 +0000</pubDate>
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		<description>già...</description>
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		<title>Commenti su Se questa è democrazia di Robin Goodfellow</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/11/04/se-questa-e-democrazia/#comment-493</link>
		<dc:creator>Robin Goodfellow</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 10:36:11 +0000</pubDate>
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		<description>Caro etienne64,
purtroppo è davvero difficile farsi capire, soprattutto in materie come questa.
Il senso del mio post era (o voleva essere) questo: le posizioni espresse da Binetti non sono compatibili con i valori fondanti del Partito Democratico, ergo se Binetti vuol rimanere nel PD deve “abiurarle”; chiaramente, liberissima di avere quelle e quant’altre opinioni, solo vada a esprimerle in luoghi più acconci.
Quanto all’intolleranza dei cattolici, ho dato per scontato un particolare: la loro tendenza a trasfondere convincimenti morali (discutibili ma legittimi) in leggi dello Stato, così da imporli a tutti, anche a chi la pensi diversamente. Ecco, a questo proposito ammetto di essere intollerante, ma mi pare un’intolleranza non solo ammissibile ma doverosa…
Infine, il merito del problema: stiamo parlando dell’equazione “omosessuale = pedofilo” (perché Binetti questo ha detto, in sostanza) oppure dell’inibizione al sacerdozio per gli omosessuali?
Nel primo caso, spero converrai che si tratta di un’idiozia bella e buona; nel secondo caso, è una questione interna alla Chiesa e non ritengo di avere titolo per interloquire (anche se le giustificazioni addotte mi paiono esili: che importa l’orientamento sessuale se un sacerdote sesso proprio non deve farne?).
In ogni caso, che io non abbia simpatia per gli estremisti religiosi come Binetti è cosa nota; ma spero rileverai che le mie critiche sono sempre state rivolte a loro “pensieri, parole, opere e/o omissioni”, non alle persone in quanto tali; non ritengo, così, di essere “intollerante”, solo di pensarla diversamente e, soprattutto, di non avere sufficiente ipocrisia da starmene zitto (spero, poi, che avrai rilevato come io non abbia mai censurato alcuna voce dissenziente, su questo blog…).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro etienne64,<br />
purtroppo è davvero difficile farsi capire, soprattutto in materie come questa.<br />
Il senso del mio post era (o voleva essere) questo: le posizioni espresse da Binetti non sono compatibili con i valori fondanti del Partito Democratico, ergo se Binetti vuol rimanere nel PD deve “abiurarle”; chiaramente, liberissima di avere quelle e quant’altre opinioni, solo vada a esprimerle in luoghi più acconci.<br />
Quanto all’intolleranza dei cattolici, ho dato per scontato un particolare: la loro tendenza a trasfondere convincimenti morali (discutibili ma legittimi) in leggi dello Stato, così da imporli a tutti, anche a chi la pensi diversamente. Ecco, a questo proposito ammetto di essere intollerante, ma mi pare un’intolleranza non solo ammissibile ma doverosa…<br />
Infine, il merito del problema: stiamo parlando dell’equazione “omosessuale = pedofilo” (perché Binetti questo ha detto, in sostanza) oppure dell’inibizione al sacerdozio per gli omosessuali?<br />
Nel primo caso, spero converrai che si tratta di un’idiozia bella e buona; nel secondo caso, è una questione interna alla Chiesa e non ritengo di avere titolo per interloquire (anche se le giustificazioni addotte mi paiono esili: che importa l’orientamento sessuale se un sacerdote sesso proprio non deve farne?).<br />
In ogni caso, che io non abbia simpatia per gli estremisti religiosi come Binetti è cosa nota; ma spero rileverai che le mie critiche sono sempre state rivolte a loro “pensieri, parole, opere e/o omissioni”, non alle persone in quanto tali; non ritengo, così, di essere “intollerante”, solo di pensarla diversamente e, soprattutto, di non avere sufficiente ipocrisia da starmene zitto (spero, poi, che avrai rilevato come io non abbia mai censurato alcuna voce dissenziente, su questo blog…).</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Se questa è democrazia di etienne64</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/11/04/se-questa-e-democrazia/#comment-492</link>
		<dc:creator>etienne64</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 08:03:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://robingoodfellow.wordpress.com/?p=116#comment-492</guid>
		<description>Se non imparano ad accettare chi non la pensa come loro e non vive secondo i loro (ristretti, per quanto legittimi) canoni morali, sono semplicemente degli intolleranti.
Mi pare che ti sfugga il fatto che TU non stai accettando chi non la pensa come te.
Il che, in un partito va pure bene, perché un partito, per definizione, raccoglie le persone che hanno una certa visione del mondo e non un&#039;altra.
Però è davvero singolare che chi la pensa come me è aperto e tollerante, mentre chi non la pensa come me è un intollerante.

Non sono d&#039;accordo con te, ma mi farei mozzare la testa perché tu possa dire la tua opinione. Semrpe e solo il buon vecchio Voltaire.
Non è ben chiaro se ritieni che la Binetti possa esprimere la sua opinione.
E, magari, sarebbe anche carino affrontare il problema nel merito, anziché negare anche la possibilità di porre il problema perché &quot;non si può&quot; o perché la Binetti è di Opus Dei.
Sorry, ma essere o meno di Opus dei (o della bocciofila) non è rilevante ai fini della valutazione di una proposizione.
Che, poi, si possa dire che questo non valga all&#039;interno di un partito che necessariamente è fazioso, di parte (come dice il nome), beh, questo è un altro problema.
etienne64</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non imparano ad accettare chi non la pensa come loro e non vive secondo i loro (ristretti, per quanto legittimi) canoni morali, sono semplicemente degli intolleranti.<br />
Mi pare che ti sfugga il fatto che TU non stai accettando chi non la pensa come te.<br />
Il che, in un partito va pure bene, perché un partito, per definizione, raccoglie le persone che hanno una certa visione del mondo e non un&#8217;altra.<br />
Però è davvero singolare che chi la pensa come me è aperto e tollerante, mentre chi non la pensa come me è un intollerante.</p>
<p>Non sono d&#8217;accordo con te, ma mi farei mozzare la testa perché tu possa dire la tua opinione. Semrpe e solo il buon vecchio Voltaire.<br />
Non è ben chiaro se ritieni che la Binetti possa esprimere la sua opinione.<br />
E, magari, sarebbe anche carino affrontare il problema nel merito, anziché negare anche la possibilità di porre il problema perché &#8220;non si può&#8221; o perché la Binetti è di Opus Dei.<br />
Sorry, ma essere o meno di Opus dei (o della bocciofila) non è rilevante ai fini della valutazione di una proposizione.<br />
Che, poi, si possa dire che questo non valga all&#8217;interno di un partito che necessariamente è fazioso, di parte (come dice il nome), beh, questo è un altro problema.<br />
etienne64</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Razzista a chi? di Robin Goodfellow</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/10/22/razzista-a-chi/#comment-491</link>
		<dc:creator>Robin Goodfellow</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 10:44:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://robingoodfellow.wordpress.com/?p=113#comment-491</guid>
		<description>Caro Antonio, non intendevo certamente giustificare l&#039;inopportuna uscita di D’Alema, ma solo evidenziare il “doppiopesismo” di certi censori, così pronti a stracciarsi le vesti non appena gli si sfiora con un dito le mazze chiodate che brandiscono incessantemente...
Dopodiché, vorrei tanto non dover più assistere alla continua, reiterata, esasperante, stomachevole esibizione di volgarità, aggressività (visto Castelli su Exit, qualche giorno fa?) e maleducazione in cui la politica italiana pare essersi trasformata... la polemica politica — anche aspra — dovrebbe essere ben altra cosa (in tutto ciò, lasciami dire che lo svarione di D’Alema aveva, quantomeno, una sua perversa eleganza... forse è per questo che si sono tanto risentiti, colà)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio, non intendevo certamente giustificare l&#8217;inopportuna uscita di D’Alema, ma solo evidenziare il “doppiopesismo” di certi censori, così pronti a stracciarsi le vesti non appena gli si sfiora con un dito le mazze chiodate che brandiscono incessantemente&#8230;<br />
Dopodiché, vorrei tanto non dover più assistere alla continua, reiterata, esasperante, stomachevole esibizione di volgarità, aggressività (visto Castelli su Exit, qualche giorno fa?) e maleducazione in cui la politica italiana pare essersi trasformata&#8230; la polemica politica — anche aspra — dovrebbe essere ben altra cosa (in tutto ciò, lasciami dire che lo svarione di D’Alema aveva, quantomeno, una sua perversa eleganza&#8230; forse è per questo che si sono tanto risentiti, colà)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Razzista a chi? di antonio</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/10/22/razzista-a-chi/#comment-490</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 10:32:02 +0000</pubDate>
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		<description>ma allora, caro robin, in politica è consentito dire tutto dell&#039;avversario oppure ci deve essere un limite, che valga per tutti?  E se c&#039;è, si tratta solo di un limite dettato dal buon gusto, dal comune sentire o dal codice penale? E chi eccede il suddetto limite, non dovrebbe chiedere scusa?  In pratica, per Berlusconi e D&#039;Alema o altri politici che eccedessero, ove non si scusassero, dovrebbero esserci semplici reprimende, censure poltiche, la reclusione fino a sei mesi o la multa fino ad €516, oppure nulla? Scusa la banalità ma non credo si possa esaurire la questione con un detto popolare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma allora, caro robin, in politica è consentito dire tutto dell&#8217;avversario oppure ci deve essere un limite, che valga per tutti?  E se c&#8217;è, si tratta solo di un limite dettato dal buon gusto, dal comune sentire o dal codice penale? E chi eccede il suddetto limite, non dovrebbe chiedere scusa?  In pratica, per Berlusconi e D&#8217;Alema o altri politici che eccedessero, ove non si scusassero, dovrebbero esserci semplici reprimende, censure poltiche, la reclusione fino a sei mesi o la multa fino ad €516, oppure nulla? Scusa la banalità ma non credo si possa esaurire la questione con un detto popolare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Miserie e basta di antonio</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/08/04/miserie-e-basta/#comment-489</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 16:06:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://robingoodfellow.wordpress.com/?p=100#comment-489</guid>
		<description>forse neanche dire che che il legislatore non ha emanato norme attuative in concreto dell&#039;art.32 (secondo comma, chiaramente) è del tutto corretto; visto che il 2°comma dell&#039;articolo in questione si limita ad enunciare un precetto negativo, che deve costituire il criterio di vaglio dell&#039;eventuale costituzionalità di una norma ordinaria positiva (v. quella del casco per i maggiorenni) ma non può essere attuato; altra questione è poi quella se una eventuale legge (e non sentenza) che introducesse un negozio giuridico (il testamento biologico) nell&#039;ordinamento sia inscrivibile nel concetto di eutanasia passiva consensuale, che parrebbe oggi tutelato dalla norma costituzionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>forse neanche dire che che il legislatore non ha emanato norme attuative in concreto dell&#8217;art.32 (secondo comma, chiaramente) è del tutto corretto; visto che il 2°comma dell&#8217;articolo in questione si limita ad enunciare un precetto negativo, che deve costituire il criterio di vaglio dell&#8217;eventuale costituzionalità di una norma ordinaria positiva (v. quella del casco per i maggiorenni) ma non può essere attuato; altra questione è poi quella se una eventuale legge (e non sentenza) che introducesse un negozio giuridico (il testamento biologico) nell&#8217;ordinamento sia inscrivibile nel concetto di eutanasia passiva consensuale, che parrebbe oggi tutelato dalla norma costituzionale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Miserie e basta di Robin Goodfellow</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/08/04/miserie-e-basta/#comment-488</link>
		<dc:creator>Robin Goodfellow</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 17:43:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://robingoodfellow.wordpress.com/?p=100#comment-488</guid>
		<description>Caro etienne64, hai ragione; ho confuso i piani del ragionamento e ho finito per scrivere una mezza corbelleria.
In realtà, quel che volevo dire è che la Cassazione non ha usurpato le prerogative del legislatore, anche perché la questione decisa non era stata definita e impostata nei termini di “testamento biologico” ma di diritto a rifiutare trattamenti sanitari — nel qual caso, in effetti, norme specifiche di legge ordinaria non mi risultano, ma “solo” l&#039;articolo 32 della Costituzione.
Sviluppando il concetto espresso — forse troppo sinteticamente — volevo significare che, non avendo il legislatore emanato norme attuative in concreto dell’art. 32 Cost., la Cassazione ha dovuto applicare i principi generali dell’ordinamento al caso di specie che avrebbe invece potuto trovare soluzione diretta in un’ipotetica legge sul cosiddetto testamento biologico (che, a ben vedere, altro non potrebbe essere che lo sviluppo di quanto dettato in linea di principio dall’art. 32 Cost., norma comunque vigente e direttamente applicabile).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro etienne64, hai ragione; ho confuso i piani del ragionamento e ho finito per scrivere una mezza corbelleria.<br />
In realtà, quel che volevo dire è che la Cassazione non ha usurpato le prerogative del legislatore, anche perché la questione decisa non era stata definita e impostata nei termini di “testamento biologico” ma di diritto a rifiutare trattamenti sanitari — nel qual caso, in effetti, norme specifiche di legge ordinaria non mi risultano, ma “solo” l&#8217;articolo 32 della Costituzione.<br />
Sviluppando il concetto espresso — forse troppo sinteticamente — volevo significare che, non avendo il legislatore emanato norme attuative in concreto dell’art. 32 Cost., la Cassazione ha dovuto applicare i principi generali dell’ordinamento al caso di specie che avrebbe invece potuto trovare soluzione diretta in un’ipotetica legge sul cosiddetto testamento biologico (che, a ben vedere, altro non potrebbe essere che lo sviluppo di quanto dettato in linea di principio dall’art. 32 Cost., norma comunque vigente e direttamente applicabile).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Miserie e basta di etienne64</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/08/04/miserie-e-basta/#comment-487</link>
		<dc:creator>etienne64</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 17:18:40 +0000</pubDate>
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		<description>Mica tanto d&#039;accordo: l&#039;ordinamento giuridico è completo al suo interno, non è mica un insieme illimitato.
E infatti è concepibile (e nemmeno ipotesi di scuola) l&#039;ipotesi del difetto assoluto di giurisdizione.
Insomma, i vari strumenti per colmare le lacunae legis funzionano all&#039;interno del campo di giurisdizione e non fuori.  E, piaccia o non piaccia, l&#039;ambito di giurisdizione è determinato propio dalla legge che è fatta dai politici, non dai magistrati.
Pertanto, sostenere che sul &quot;testamento biologico&quot; ci sia  un difetto assoluto di giursdizione non mi sembra così campato in aria.
Poi potremo discutere se questo difetto assoluto ci sia o meno. Ma la prospettazione è almeno ammissibile (poi sarà infondata, ma è faccenda diversa).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mica tanto d&#8217;accordo: l&#8217;ordinamento giuridico è completo al suo interno, non è mica un insieme illimitato.<br />
E infatti è concepibile (e nemmeno ipotesi di scuola) l&#8217;ipotesi del difetto assoluto di giurisdizione.<br />
Insomma, i vari strumenti per colmare le lacunae legis funzionano all&#8217;interno del campo di giurisdizione e non fuori.  E, piaccia o non piaccia, l&#8217;ambito di giurisdizione è determinato propio dalla legge che è fatta dai politici, non dai magistrati.<br />
Pertanto, sostenere che sul &#8220;testamento biologico&#8221; ci sia  un difetto assoluto di giursdizione non mi sembra così campato in aria.<br />
Poi potremo discutere se questo difetto assoluto ci sia o meno. Ma la prospettazione è almeno ammissibile (poi sarà infondata, ma è faccenda diversa).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Miserie e nobiltà di torquilla</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/07/10/miserie-e-nobilta/#comment-486</link>
		<dc:creator>torquilla</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 09:02:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://robingoodfellow.wordpress.com/?p=99#comment-486</guid>
		<description>...quasi mi verrebbe voglia di suggerirti di scrivere un &quot;altri padri, altri figli II&quot; su situazioni a te ben note ma preferisco che tu eviti di insozzare il tuo blog

invece è toccante quello che scrivi, soprattutto per chi sa bene perché lo ha vissuto il momento in cui il dolore per la sofferenza di chi ami è più grande (se possibile dirlo) del dolore per la sua perdita
quando un medico, quello che magari fino a qualche minuto prima ha tentato l&#039;impossibile e di più, ha la pietà di dire basta, oltre sarebbe davvero troppo, quando quello stesso medico sapeva che quasi certamente sarebbe stato inutile anche tutto ciò che ha fatto prima
allora quel basta detto da altri per qualcuno diventa una giustificazione ipocrita, ben sapendo che ulteriore &quot;accanimento terapeutico&quot; (farmaci e morfina) terrebbero in vita altri mesi giorni ore... ma la coscienza dell&#039;ipocrita si scarica facilmente: il medico ha detto che sarebbe accanimento terapeutico io non ho ucciso nessuno...
ad essere coerenti, cari pontificatori castigatori, l&#039;accanimento terapeutico non dovrebbe allora concettualmente esistere, bisognerebbe fare tutto il possibile per prolungare la vita anche solo di un minuto!
a che prezzo?
imbottire di morfina per attenuare le sofferenze di un povero essere umano esausto perchè vegeti dilaniato perché un blocco cardiociricolatorio o renale proprio non vuole sopraggiungere?
che differenza c&#039;è allora tra staccare un respiratore e smettere di alimentare artificialmente o non effettuare un ulteriore ciclo di chemioterapia quando questi metodi prolungherebbero di un altro pochino vita (e dolore)?
perché il primo è omicidio e gli altri sono accanimento terapeutico? 
non chiedetelo a me</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;quasi mi verrebbe voglia di suggerirti di scrivere un &#8220;altri padri, altri figli II&#8221; su situazioni a te ben note ma preferisco che tu eviti di insozzare il tuo blog</p>
<p>invece è toccante quello che scrivi, soprattutto per chi sa bene perché lo ha vissuto il momento in cui il dolore per la sofferenza di chi ami è più grande (se possibile dirlo) del dolore per la sua perdita<br />
quando un medico, quello che magari fino a qualche minuto prima ha tentato l&#8217;impossibile e di più, ha la pietà di dire basta, oltre sarebbe davvero troppo, quando quello stesso medico sapeva che quasi certamente sarebbe stato inutile anche tutto ciò che ha fatto prima<br />
allora quel basta detto da altri per qualcuno diventa una giustificazione ipocrita, ben sapendo che ulteriore &#8220;accanimento terapeutico&#8221; (farmaci e morfina) terrebbero in vita altri mesi giorni ore&#8230; ma la coscienza dell&#8217;ipocrita si scarica facilmente: il medico ha detto che sarebbe accanimento terapeutico io non ho ucciso nessuno&#8230;<br />
ad essere coerenti, cari pontificatori castigatori, l&#8217;accanimento terapeutico non dovrebbe allora concettualmente esistere, bisognerebbe fare tutto il possibile per prolungare la vita anche solo di un minuto!<br />
a che prezzo?<br />
imbottire di morfina per attenuare le sofferenze di un povero essere umano esausto perchè vegeti dilaniato perché un blocco cardiociricolatorio o renale proprio non vuole sopraggiungere?<br />
che differenza c&#8217;è allora tra staccare un respiratore e smettere di alimentare artificialmente o non effettuare un ulteriore ciclo di chemioterapia quando questi metodi prolungherebbero di un altro pochino vita (e dolore)?<br />
perché il primo è omicidio e gli altri sono accanimento terapeutico?<br />
non chiedetelo a me</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La nuova politica di torquilla</title>
		<link>http://robingoodfellow.wordpress.com/2008/06/18/la-nuova-politica/#comment-485</link>
		<dc:creator>torquilla</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 09:02:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://robingoodfellow.wordpress.com/?p=98#comment-485</guid>
		<description>i provvedimenti che stiamo vedendo adesso invece...
e se il buongiorno si vede dal mattino...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i provvedimenti che stiamo vedendo adesso invece&#8230;<br />
e se il buongiorno si vede dal mattino&#8230;</p>
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