Archivio per la categoria 'Quisquilie & pinzillacchere'

La confessione di Silvio Berlusconi

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo:)

BERLUSCONI: “Signor parroco, mi vorrei confessare”.
PARROCO: “Certo figliolo, qual è il tuo nome?”
BERLUSCONI: “Silvio Berlusconi, padre”.
PARROCO: “Ah! Ah! Il Presidente del Consiglio!?
BERLUSCONI: “Sì, padre”.
PARROCO: “Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. È meglio che tu ti rechi dal Vescovo”.
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
VESCOVO: “Certo, come ti chiami?”
BERLUSCONI: “Silvio Berlusconi”.
VESCOVO: “Il Presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. È meglio che tu vada in Vaticano”.
Berlusconi va dal Papa.
BERLUSCONI: “Santità, voglio confessarmi”.
PAPA: “Caro fig-lio mio, kome ti chiami?”
BERLUSCONI: “Silvio Berlusconi”.
PAPA: ’Ahi! Ahi! Ahi! Fig-liolo! Il tuo kaso è molto difficile per me. Gvarda kvi, sul lato del Vaticano c’è una kappella. Al suo interno troverai una croce. Il Sig-nore ti potrà ascoltare”.
Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce.
BERLUSCONI: “Signore, voglio confessarmi”.
GESÙ: “Certo, figlio mio, come ti chiami?”
BERLUSCONI: “Silvio Berlusconi”.
GESÙ: “Ma chi? Il Presidente del Consiglio?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “L’ex amico di Craxi?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “L’inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle Isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “L’amico dei neo-fascisti e neo-nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano?”
BERLUSCONI: “Ehm… sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha abbassato dell’1% le tasse dirette e costretto comuni, province, regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore.”
GESÙ: “Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull’entrata in vigore dell’Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?”
BERLUSCONI: “Si, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha fatto la ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha cambiato tre volte Ministro del Tesoro?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha depenalizzato il falso in bilancio e ha introdotto la galera per chi masterizza i DVD?”
BERLUSCONI: “Sì, Signore”.
GESÙ: “Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese?”
BERLUSCONI: “Ehm… sono sempre io, Signore”.
GESÙ: “Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare”.
BERLUSCONI: “Ringraziare?!?! E chi, Signore?!
GESÙ: “Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t’avrei fatto UN CULO COSÌ!!!!

—————-
Now playing: Elio e le Storie Tese – Tristezza
via FoxyTunes

Quelli che…

L’alta classifica dev’essere come l’alta montagna: l’aria si rarefa e la diminuzione dell’ossigeno causa evidentemente non pochi inconvenienti al ben dell’intelletto.
Prova ne siano le ultime uscite del buon Massimo Moratti, presidente e proprietario dell’Inter, secondo il quale anche il crollo del 5 maggio 2002 (Materazzi e Ronaldo in lacrime, oh yeah!) sarebbe in qualche modo dipeso da Moggi & Co..
Tipico caso di un silenzio stampa interrotto troppo presto.
Adesso manca solo che MM riscateni Guido Rossi per un’ulteriore revisione della storia calcistica nazionale.
E il prossimo passo quale sarà?
Moggi responsabile anche della “fatal Verona”?

—————-
Now playing: King Crimson – Easy Money
via FoxyTunes

Siamo tutti cittì…

Qualche giorno fa Francesco Totti ha ufficialmente annunciato il suo “addio alla Nazionale” (nel senso che d’ora in avanti non vorrà più giocare per altre squadre che la sua Roma).
Il buon Totti si è pure lasciato scappare la lamentela di essere stato maltrattato dalla pubblica opinione perché è romano (mentre gli “addii” di altri giocatori “del nord” non furono — sempre secondo lui — oggetto di altrettante polemiche).
L’impatto di tale notizia è stato a tal punto devastante che solo adesso sono in grado di scriverne; ma ciò che mi ha sino a questo momento bloccato non è stata, come si potrebbe erroneamente ritenere, la notizia in sé, quanto piuttosto la pletora di reazioni afflitte.
Sarebbe stato, invece, il caso di gridare: “Finalmente!”
Perché, diciamocelo, Franceschino de Roma non ha lasciato tracce invero memorabili nella sua carriera in azzurro.
In sintesi, si possono ricordare due calci di rigore e uno sputo, ed è obiettivamente pochino.
Il primo rigore è il famoso “cucchiaio” all’Olanda agli Europei del 2000: simpatico, certo, ma non è improbabile che un altro rigorista avrebbe ugualmente centrato il bersaglio anche in maniere più “ortodosse” (in porta c’era Van der Sar, un bravo ragazzo ma non un portiere insuperabile, suvvia!).
Il secondo rigore è quello trasformato a tempo pressoché scaduto contro l’Australia ai Mondiali del 2006: fondamentale, invero, perché ci proiettò un passo avanti verso la vittoriosa finale di Berlino (oh, momenti di gloria!).
Lo sputo tolse di mezzo Totti dagli Europei del 2004, a poco più di metà della prima partita; l’arbitro lo pizzicò e lo espulse, poi la commissione disciplinare lo squalificò per le due partite che ancora la Nazionale giocò prima di essere eliminata (per proprio complessivo demerito, prima ancora che per gli inciuci scandinavi, per chi ricorda).
A parte questo, qualcuno ricorda un Totti mai decisivo e trascinatore della Nazionale?
I numeri ci dicono che in circa sessanta partite Franceschino abbia segnato la miseria di una decina di gol appena (solo quest’ultimo anno alla Roma, invece, sono una trentina).
Vediamo allora di dire ciò che non è stato detto (e si sarebbe, invece, dovuto).
Il CT Donadoni si è lasciato sfuggire (dopo un anno di prese per i fondelli) l’occasione di replicare: “Caro Francesco, prima di dire che non vieni in Nazionale, aspetta almeno che ti convochi: sei proprio sicuro che, con questi chiari di luna, l’avrei più fatto?”
Gli italiani in genere (dalla Federcalcio in su) potrebbero invece dirgli in coro: “A France’, non è perché sei romano, è perché sei scarso!”

—————-
Now playing: Dave Brubeck Quartet – Take Five
via FoxyTunes

Scopiazzando…

Lo ammetto: non infrequentemente il blog della mia cognatuzza preferita mi è fonte d’ispirazione e ho voluto anch’io conoscere il mio “nickname ancestrale”: di qui, il nuovo box sulla destra.
Ciò posto, mentre engi ha saputo trarre una spiegazione per il suo “Lacrima Corrosiva”, non riesco ancora a sbrogliare il nodo del mio “Sospiro Meccanico” (sarà che non ho l’alta capacità autoanalitica di engi, oppure chissà…).
Qualcuno dei miei sempre più radi lettori ha qualche idea al riguardo?
Prometto che non censurerò nulla (eccetto blasfemie e volgarità eccessive: è una questione di gusto & stile); non prometto nulla circa mia eventuali repliche…

 

Update (dopo gli interventi di engi e alnz; ragazzi, però da voi mi aspettavo qualcosa di più…):
Come d’incanto mi si sono sbloccate le meningi: date un’occhiata qui

Altro che YouTube!

La cara engi mi ha dipinto con una certa precisione: ciò non toglie che abbia anch’io un lato oscuro (come la Forza, sapete: beninteso, quella di Guerre Stellari, non quella specie di pattumiera di plastica che tanto va dalle nostre parti…), per cui ogni tanto mi va d’essere pazzerello.
Per una volta, quindi, faccio io una segnalazione che ci si sarebbe aspettati di trovare sul suo blog: andate qui e poi ditemi…
(In particolare, guardatevi questo!)

Gli asinelli del presepe (La minoranza del neurone, Parte II)

Non è vero che con l’avvicinarsi del Natale si tenda a rabbonirsi, anzi in certi soggetti le festività hanno un effetto simile a quello della luna sugli psicopatici.
È successo che alcune catene di grande distribuzione abbiano deciso di non vendere più le statuine del presepe, causa la sempre minor richiesta dell’articolo in questione.
Apriti cielo!
I senatori Alfredo “Talebano” Mantovano (AN) e Gaetano Quagliariello (FI; nomen omen?), nonché l’ineffabile Luca Volontè (UdC; quello stesso che qualche mese fa se la prendeva con la pubblicità della Vodafone), strillando alla “vergognosa colonizzazione messa in atto per sradicare l’identità cristiana” (cfr. la Repubblica di oggi, p. 35), incitano la gente al boicottaggio di IKEA, Rinascente, Standa, Oviesse e altri ancora.
Inutilmente IKEA ha sommessamente fatto presente che “da sempre non vende presepi né altri simboli religiosi, né in Italia né all’estero, in quanto non fanno parte della tradizione scandinava” (dove — notoriamente — sono perlopiù protestanti).
Talebano & Quagliariello, imperterriti: “E così non solo IKEA decide di non mettere in vendita presepi ma spiega che ciò avviene per evitare l’esposizione di simboli religiosi. È certo però che nei negozi IKEA non mancano sculture etniche, che rinviano a tradizioni religiose animistiche e giardinetti zen; il pregiudizio antireligioso coincide col pregiudizio anticattolico”.
Di fronte a tanto, ogni logica si rivela disarmata e inutile.
Da Talebano e Volontè, in fondo, uscite del genere potevamo aspettarcele: il loro genio aveva già avuto occasione di manifestarsi; stupisce, piuttosto, che al coro si sia unito un esponente di Forza Italia, partito (partito?) dichiaratamente su posizioni liberali e filocapitalistiche.
In fondo, nel proprio negozio, uno sarà libero di vendere quel che crede, o no?
L’affaire, da insignificante che era, sta virando sempre più verso toni grotteschi e di farsa; quel ch’è tragico è che corbellerie di tal fatta escono da personaggi investiti di un potere costituzionale, non dal primo imbecille che si sia appena fatto un grappino di troppo nel bar sotto casa.
Neppure più il senso del ridicolo frena coloro che Flaiano definì (mai parole più giuste) “un branco di buoni a nulla capaci di tutto”.
Dalla minoranza del neurone alla prevalenza del cretino il passo va facendosi drammaticamente sempre più breve.

powered by performancing firefox

Cosa fanno i deputati invece di lavorare

Intervistato da Daria Bignardi a “Le invasioni barbariche” (una delle poche trasmissioni guardabili della TV non satellitare), Oliviero Diliberto, posto di fronte al dilemma di passare una serata in Sardegna a Villa Certosa (residenza-bunker di Silvio Berlusconi) oppure al Billionaire (il costosissimo locale cafonal-chic di proprietà di Flavio Briatore & soci), ha cercato di cavarsela con la battuta “Al Billionaire, ma imbottito di tritolo!”.
Si sarebbe dovuto apprezzare lo sforzo dell’intervistato di restare comunque entro i termini della domanda (io, per esempio, mi sarei piuttosto fatto saltare pur di non metterci neppure piede, al Billionaire o a Villa Certosa; per fortuna, anzi purtroppo, non sono nemmeno nelle condizioni per cui mi possano porre una domanda del genere…).
Com’era logico e sensato, nessuno ha dato peso alla battuta di Diliberto, neppure Briatore (il quale sarà un tantinello grossier, ma è tutt’altro che stupido e certo non perde il suo tempo in simili quisquilie), ove si eccettui il deputato di Forza Italia Giorgio Jannone, che ha diramato un comunicato dai toni allarmati e indignati, in cui minaccia addirittura una futura interrogazione al Presidente del Consiglio.
Certa gente proprio non capisce nulla: quanto miglior figura avrebbe fatto il suddetto Jannone a commentare invece: “L’On. Diliberto non ci illuda così crudelmente con promesse che sa di non mantenere!”
Per parte nostra, possiamo solo rammaricarci che la frase di Diliberto rimanga, appunto, una battuta: sarebbe stato, in effetti, il classico caso dei due piccioni con una fava.

A Berlino… va bene!

Campioni del Mondo!
Campioni del Mondo!
Campioni del Mondo!
Campioni del Mondo!
Madrid 1982: Sandro Pertini.
Berlino 2006: Giorgio Napolitano.
Siccome pare che non si possa fare a meno di cercare occulte corrispondenze, dopo la “regola del 12” (l’Italia in finale ai Mondiali di calcio ogni dodici anni) si profila un altro must: perché si vinca, ci vuole in tribuna un Presidente della Repubblica di sinistra.
Ora, considerando che il Presidente della Repubblica resta in carica per sette anni, due sono le considerazioni da fare:
1) capitasse mai di sfatare la regola del 12, cosicché fra quattro anni l’Italia fosse nuovamente in finale, è il caso che il Presidente Napolitano si tenga in buona salute e pronto a farsi un viaggetto anche in Sudafrica (sede dei prossimi Mondiali: ammesso di riuscire a qualificarsi, dato che la Nazionale campione in carica non è ammessa di diritto; boh!);
2) persistesse la regola del 12, il Parlamento è avvisato: fra sette anni occorre eleggere un altro comunista…

Verso Berlino…

Prodi in tribuna allo stadio di Dortmund e l’Italia raggiunge con merito la finale del Campionato del Mondo di calcio.
Regnante Berlusconi, la Nazionale era stata eliminata con onta in Corea (Mondiali 2002) e in Portogallo (Europei 2004).
Considerato quanto successo nel mondo durante il precedente governo (2001-2006, 11 settembre incluso), non sarà magari solo l’ennesimo indizio che il Cavaliere, in realtà, porta nera?
Rimane, per ora, senza conferma la voce secondo cui, al fischio finale della partita, il Cavalier B. sia stato sentito esclamare: “
Ciumbia! vuoi vedere che anche Dio è comunista?!”