Come mi ha detto di recente un amico, sono anch’io “entrato nel tunnel di Facciadilibro” (per la verità, sarebbe “Librodifaccia”, ma non è il caso di formalizzarsi…), cioè mi sono aperto un account su Facebook e ci perdo un po’ di tempo in cazzeggi vari.
Personalmente, non trovo che Facebook sia poi tutta ’sta gran roba, ma anche qui non è il caso di rivelarsi sempre i soliti snob.
Trovo peraltro fastidioso ricevere inviti a iniziative che — visto che c’è un profilo che riporta certe informazioni su di me — non solo non mi interessano ma, anzi, pure m’irritano un poco.
In particolare, m’è giunta una richiesta a unirmi a un gruppo che chiede il ripristino su Facebook di un giochino chiamato “Rimbalza il clandestino”.
Non ho mai visto quel giochino, per cui non posso esprimere un parere diretto; da quel che se ne è sentito dire, però, dovrei arguire che si tratta di una presa in giro dei barconi di disperati che quasi quotidianamente tentano di approdare sulle nostre coste (il che, di ’sti tempi, è davvero sintomo di disperazione): disperati che taluno chiama “migranti”, talaltro “clandestini”.
Dopo un po’ che il gioco era online, qualcuno ha protestato e Facebook giustamente l’ha estromesso, perché inopportuno e, soprattutto, evidentemente razzista.
Qualche “simpaticone” adesso ha lanciato una specie di petizione per riaverlo online, invocando il diritto di satira e ricordando che non c’erano state altrettante levate di scudi per analoghi giochini in cui il “bersaglio” era Silvio Berlusconi o George W. Bush (il precedente e non rimpianto Presidente degli U.S.A.).
Insomma, sembra quasi che costoro si lamentino per una disparità di trattamento: si può far finta di sparare a un Presidente ma non a un immigrato irregolare? Uffa, la solita sinistra terzomondista e komunista (ovviamente)!
Eh no, cari i miei razzistelli in camicia nerazzurroverde!
Mentre a Berlusconi e Bush si può solo far finta (e ci mancherebbe altro!), a quei poveracci tra un po’ finisce che si spara veramente! (Va poi aggiunto che, in democrazia, i leader hanno — o dovrebbero avere — meno riguardi per la loro privacy delle persone “comuni”, perché quelli hanno poteri e prerogative che questi manco si sognano.)
Neanche a me piace che si violino le leggi, né d’altra parte possiamo noi italiani farci carico di tutte le altrui miserie (ne abbiamo abbastanza per noi, e aumentano); ma un minimo di umanità e di cristiana carità, almeno!
Già quei disperati hanno le loro disgrazie, non mi pare bello né civile mettersi anche a prenderli per il culo (soprattutto considerando che come popolo di emigranti, in quei non lontani tempi eravamo noi “gli stranieri”).
Sono, tuttavia, disposto a eliminare la disparità di trattamento e a appoggiare il ritorno del giochino leghista scemo su Facebook, non appena:
a) i promotori di questa iniziativa avranno pubblicamente e formalmente dichiarato la loro disponibilità a ospitare in casa una famiglia standard di migranti;
b) Silvio Berlusconi farà rientro dalla sua visita in Libia via mare e su un gommone, insieme a una settantina di clandestini (ovviamente, senza che Maroni deroghi dalla sua linea in materia).
Ma possibile che dobbiamo ancora ridurci a scrivere post come questo?
Perché Facebook non permette di rispondere a certi inviti con una bella pernacchia digitale?
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Rimbalza qui, rimbalza là…
Pubblicato mercoledì 26 agosto 2009 Italiani: brava gente? Lascia un commentoEtichette: razzismo
Se la Camera dei Deputati non apporterà ulteriori modifiche e il testo della legge sul testamento biologico rimarrà quello licenziato oggi dal Senato, toccherà rassegnarsi a questa realtà: i cittadini italiani sono stati espropriati della loro vita.
Con buona pace dell’articolo 32 della Costituzione, il cui comma secondo testualmente recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Certo, apparentemente ci è possibile dettare le nostre volontà nel caso ci capitasse qualcosa per cui ci ritrovassimo in coma irreversibile permanente; peccato che quelle volontà non valgano neppure la carta sulle quali siano scritte.
E ha voglia l’ineffabile Gasparri a dire che in ogni caso è vietato l’accanimento terapeutico: se alimentazione e idratazione artificiale (che sono trattamenti sanitari, checché ne dicano; o credete forse che vi sparino in vena spaghetti all’amatriciana frullati?) devono comunque essere somministrate, ecco che la gasparriana foglia di fico non basta più a coprire le vergogne dei feroci pasdaran della sopravvivenza a oltranza.
Quale sarà la prossima mossa? La reintroduzione del suicidio nel novero degli illeciti penali? (Per quanti non lo sapessero, sino a non moltissimo tempo fa — il Suicide Act inglese è del 1961 — certe legislazioni, anche nei paesi occidentali, prevedevano come sanzione per il suicidio crudeli rituali punitivi sul corpo del suicida e la confisca del patrimonio familiare; se, poi, il suicida aveva la ventura di sopravvivere al proprio atto, lo attendevano le patrie galere…)
Neanche i più biechi regimi totalitari erano giunti a tanto: e costoro hanno ancora la faccia di dirsi liberali?
“ Aridatece er puzzoneeee!!!!”
Adesso basta: tacete, per carità.
Tutti si sgolano invocando i più alti valori (cristiani e non), ma dov’è la pietà?
Pietà per i defunti e, soprattutto, per i vivi.
E dov’è il rispetto?
Rispetto per il dolore più grande che un uomo possa provare.
La questione di merito è estremamente complessa e necessita di lunga, approfondita e, soprattutto, civile discussione: l’esatto opposto delle squallide scene che hanno — ulteriormente — svilito le aule parlamentari.
E per cosa, poi?
Per basso calcolo elettoralistico, per cavalcare l’emozione del momento, per lucrare qualche voto in più.
L’indecoroso spettacolo offerto dalla politica nazionale, in questi ultimi giorni, farebbe fuggire persino un branco di sciacalli: neanche i loro stomaci sono abbastanza forti per tutto ciò.
Breaking news
Pubblicato lunedì 21 gennaio 2008 Italiani: brava gente? , Politica & dintorni Lascia un commentoDefinitivo: Mastella non è più nemmeno “simpatico”.
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Now playing: Gotan Project – Queremos Paz
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Il culo degli altri
Pubblicato sabato 19 gennaio 2008 Italiani: brava gente? , Politica & dintorni Lascia un commento(Non è proprio materia recentissima, ma visto che non mollano…)
Ferrara & Ruini (ah, i bei tempi di Stanlio & Ollio, oppure di Gianni & Pinotto!) insistono con la moratoria sull’aborto.
Una bella moratoria dalle stronzate, no?
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Now playing: Robert Fripp – A Blessing Of Tears
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Los von Rom
Pubblicato mercoledì 16 gennaio 2008 Italiani: brava gente? , Politica & dintorni 3 CommentiIl Grande Razinga rinuncia alla visita all’Università “La Sapienza” e giù tutti a strillare e a stracciarsi le vesti.
Oh, dico, ma stiamo dando i numeri?!
È il Papa, quello, mica il primo pirla che passava di là per caso.
Avete idea di che cosa ci voglia per arrivare a posare le riverite terga sul Soglio di Pietro?
E davvero pensate che bastino un pugno di ragazzotti in vena di goliardate e/o uno sparuto drappello di “animule vagule blandule” — per quanto munite di cattedra — a intimidire un Sovrano che può contare, più o meno, su un paio di miliardi di sudditi (i fedeli cattolici, vero o virtuali che siano)?
Non sarà piuttosto che non abbia proprio sopportato neppure l’idea di sentirsi contestare di persona? E nel contempo, che abbia pure pensato di marciarci? (In altre parole, il solito vittimismo piagnone dei prepotenti quando qualcuno si prova ad abbaiargli di rimando.)
Del resto, la Chiesa è abituata a far così: predica, pontifica e ordina e, quand’è il caso, evita ogni confronto (vedasi il referendum abrogativo della legge sulla procreazione medicalmente assistita).
D’altronde, si vede che funziona: non uno, fra i nostri maggiorenti politici, con abbastanza palle da dire: “Santità, ci dispiace se c’è qualche villanzone di troppo in giro, ma questa è la democrazia, baby”.
No, tutti a piegare la schiena a novanta gradi… che pena!
Tocca dar ragione al Puzzone, che ebbe a dire: “Governare gli italiani non è impossibile… è inutile!”
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Nello stesso momento, da un’altra parte, scoppiava la bufera sul Ministro della Giustizia (la metà debole della Premiata Ditta Mastella & Mastella).
Sincronicità?
Un “disegno intelligente”?
Sulla seconda ho qualche dubbio, considerate le parti in causa.
Ho sempre pensato che Mastella — politicamente parlando, of course — fosse una simpatica canaglia; simpatica quanto si vuole, ma pure come canaglia non scherza.
Sarà mica che adesso la politica non c’entri più in nessun senso, neanche meramente nominalistico?
D’altro canto, si sa che cosa noi avvocati pensiamo dei magistrati, soprattutto di quelli in forza a uffici giudiziari microscopici (a Santa Maria Capua Vetere c’è un Tribunale vero e proprio, con tanto di Procura della Repubblica; dalle mie parti, con numeri di popolazione analoghi, si fa fatica a tener aperta una misera Sezione Distaccata di Tribunale, per intenderci un’ex Pretura mandamentale… qui dovrei aprire una parentesi lunga qualche centinaio di pagine, per cui ometto).
L’ipotesi strillata in unanime coro da maggioranza e opposizione è che si tratti della persecuzione di un innocente a opera di “soggetti deviati”.
Il dramma è che le cose non cambierebbero poi troppo neppure se Mastella fosse in effetti una canaglia e basta.
Sto seriamente pensando di non aspettare che il resto d’Europa chiuda le frontiere verso di noi.
Nel frattempo, se rinasco è deciso: faccio l’idraulico.
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Now playing: Ludovico Einaudi – Svanire
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Cosa c’è di più triste di una tragedia? La medesima tragedia che scade in farsa.
L’arresto di Azouz Marzouk (accusato di traffico di stupefacenti) avvenuto nei giorni scorsi non influisce, a dire il vero, sul quadro della strage in cui sono rimasti vittime sua moglie e suo figlio (e un altro paio di persone), ne rende solo più squallido il contesto.
In tutto ciò, chi ne esce peggio non è Marzouk (in fondo, non ha mai dato l’impressione di essere chissà che splendida persona); neppure troppo, a dire il vero, i vari Lele Mora e Fabrizio Corona (loro sono trash per definizione), per quanto questo autentico “trio delle meraviglie” formi un bel campionario di degrado morale; bensì, la “ggente” il cui morboso e fatuo interesse per tali bassezze giustifica in qualche modo l’esistenza di consimili personaggi.
In fondo, è la legge di mercato: Marzouk, Mora e Corona assurgono ai discutibili onori della cronaca perché rispondono a una domanda; se non loro, altri ne avrebbero svolto le funzioni.
Occorrerebbe, quindi, vergognarsi che questa domanda ci sia (che qualcuno si premuri di fornire la merce richiesta è del pari vergognoso, ma è solo conseguenza di una vergogna antecedente).
È comunque significativo notare come Mora & Corona spuntino fuori, in un modo o nell’altro, anche in altri casi di cronaca nera (l’omicidio di Garlasco, per esempio) da autentici professionisti della fiera delle atrocità (attendiamo di vederli all’opera per il caso di Perugia…).
Non va invero taciuto che Mora & Corona costituiscono solo l’aspetto più cheap e volgare del fenomeno; appena appena più beneducato di loro si rivela il maestro Bruno Vespa (vogliamo scordare il parterre du roi del suo “Porta a porta”, dal duo Scattone & Ferraro all’indimenticata Annamaria Franzoni?).
D’altronde si sa: in tempi duri, occorre dare alla “ggente” panem et circenses; in questo periodo in cui anche il pane costa caro, sono rimasti solo i circenses, dei quali — ahimè! — non pare esservi carenza.
Ma, per tornare ai casi del “vedovo allegro” Marzouk, pensate adesso ai poveri Olindo Romano e Rosa Bazzi (gli imputati della strage di Erba): tanta fatica per liberarsi di quei vicini molesti, per poi ritrovarsi il loro vero obiettivo di allora nella cella accanto (o quasi)!
È proprio vero che la farina del diavolo finisce tutta in crusca.
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Now playing: Eliahu Inbal, RSO Frankfurt – Gustav Mahler, Sinfonia n. 6 in La minore: Andante
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Tartufo colpisce ancora?
Pubblicato martedì 30 ottobre 2007 Italiani: brava gente? , Politica & dintorni 8 CommentiIl Grande Razinga, dopo averci provato qualche tempo fa coi magistrati, chiama adesso i farmacisti cattolici all’obiezione di coscienza, affinché costoro si rifiutino di fornire medicinali “per fini immorali”, tipo le pillole anticoncezionali (del giorno prima o del giorno dopo non fa differenza).
Su la Repubblica di oggi è apparso al riguardo un acuto e arguto commento di Michele Serra, che condivido pienamente e al quale rimando volentieri (ubi maior… in questo caso).
In cronaca, si registra la sollecita adesione di un esponente di un’associazione di farmacisti (me ne sfugge il nome in questo momento, sia dell’associazione sia dell’esponente, ma non credo possa costituire un problema, anzi forse è meglio per loro…).
Mi sia quindi consentita una breve annotazione di carattere giuridico, che dovrebbe tagliare la testa al toro (non potendolo fare con quella di certe belle personcine…): fintantoché il numero e l’ubicazione delle farmacie rimane, come adesso, rigidamente contingentato (per cui non è possibile aprire una nuova farmacia se non si rileva una concessione già esistente o non ne vengono bandite di nuove), il farmacista è un esercente un servizio di pubblica necessità e per tale motivo non può assolutamente rifiutarsi di vendere o procurare un farmaco che sia stato regolarmente prescritto, non importa la pretesa “moralità” del farmaco o dei suoi possibili utilizzi.
Onori e oneri, cari i miei farmacisti cattolici.
Non vi va di vendere certi medicinali?
Benissimo, vendete la vostra farmacia e levatevi dalle palle!
Per quanto mi concerne, sottoscrivo in pieno la proposta del presidente boliviano Evo Morales: trasferiamo l’ONU in Italia e il Vaticano a New York!
Fosse la volta buona che ’sto disgraziato paese entra finalmente nell’Evo Moderno…
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Now playing: Elbow – The Stops
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Il Grillo sparlante
Pubblicato martedì 25 settembre 2007 Italiani: brava gente? , Politica & dintorni Lascia un commentoForte del markettone pomposamente denominato “V–Day” (a proposito: da quando Berlusconi vi ha dato la stura, i “qualcosa–day” si sprecano; ma dico io, gli fa tanto schifo chiamarli “giorno/giornata del etc.” oppure è un modo per poter sparare le peggiori cazzate senza doversi troppo vergognare?), Beppe Grillo ha iniziato la sua tournee autunnale all’insegna dello “spariamola grossa, tanto chi caspita vuoi che stia lì a pensarci?”.
A parte prendersela col papa per i suoi “milioni di lavoratori in nero” (e qui non s’è molto capito a cosa si riferisse veramente; tutti han fatto a gara a rimproverarlo, né io mi ci sottraggo: ci sono ben altri e più importanti argomenti per prendersela col papa, caro il mio Grillo, ma forse allora il giochino non ti converrebbe più tanto, vero?); qualche giorno fa a Jesolo il Nostro ha aspramente criticato il quarto ponte sul Canal Grande, attualmente in fase di completamento a Venezia.
In particolare, BG ha sbeffeggiato l’autore del progetto, l’architetto Santiago Calatrava, ribattezzandolo “dalialà” con riferimento agli altri ponti che ha realizzato in giro per il mondo.
Ora, d’accordo che l’architettura contemporanea è quanto di più discutibile possa esistere (insieme all’interpretazione delle leggi in Italia); d’accordo che a più d’uno il quarto ponte potrà anche non piacere; d’accordo che la concreta realizzazione del progetto (che, ricordiamolo, Calatrava ha regalato alla città di Venezia) poteva essere fatta molto meglio (sia in termini di tempi che di spesa).
Resta, tuttavia, il fatto che finalmente si fa qualcosa di nuovo a Venezia (basta con la retorica del “dov’era, com’era”: già si è persa una buona occasione con la Fenice); che questa novità è tutt’altro che brutta e tutt’altro che inutile; e che fuori del nostro piccolo paesucolo qualunquista, Santiago Calatrava è tenuto in una considerazione che il buon BG si sogna e che non credo raggiungerà mai.
D’altronde, si fa presto a demolire tutto, ma quanto a costruire…
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Now playing: Brad Mehldau – Blame It On My Youth
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Il triste e tragico caso della neonata di tre mesi morta nel sinistro stradale causato da un immigrato liberiano strafatto di droga dovrebbe insegnarci qualcosa, eppure — sarà forse l’emozione del momento? — nessuno degli organi d’informazione ha sinora segnalato un aspetto altrettanto importante di quanto per cui, invece, si sono spesi fiumi di parole.
Siamo d’accordo: il liberiano è un idiota di proporzioni galattiche e una bella stangata se la merita tutta; il codice penale prevede la reclusione da due a cinque anni per il solo omicidio colposo commesso nelle circostanze in cui si è verificato il caso di cui parliamo; tenuto conto delle lesioni inferte agli altri occupanti della vettura su cui viaggiava la povera creatura, nonché dei precedenti del reo (e, aggiungiamocelo, del fatto che è uno straniero e per di più “negro”), nonché del clamore che la vicenda ha causato, sarà difficile che se la cavi con meno di tre o quattro anni di galera.
E, ripetiamolo, gli staranno proprio bene.
Ma perché nessuno ha rimarcato che a bordo della Punto su cui viaggiava la piccola vittima c’erano altre cinque persone (quindi, in tutto, sull’auto ce n’erano sei)?
La Fiat Punto è omologata per trasportare cinque passeggeri soltanto; inoltre, i bambini di altezza inferiore al metro e mezzo debbono viaggiare su appositi seggiolini e sui posti posteriori (art. 172 Codice della Strada).
Gli altri cinque occupanti della Punto, nonostante il terribile schianto, non hanno riportato lesioni tali da metterli in pericolo di vita, a riprova che oggigiorno le automobili sono abbastanza sicure.
Da quel poco che è stato riferito, parrebbe invece evincersi che la neonata viaggiasse in braccio alla madre, sul sedile del passeggero anteriore: praticamente, nelle condizioni di minor sicurezza in assoluto.
Chiunque abbia bambini piccoli (quorum ego) sa — e deve sapere — che MAI E POI MAI si debbono tenere i bambini in braccio nei posti anteriori: a parte il fatto che le braccia di nessun genitore sono efficaci quanto una cintura di sicurezza, l’airbag (e la Punto li aveva) è un ulteriore fattore killer (tant’è vero che è consentito sistemare un seggiolino per neonati sul sedile del passeggero anteriore solo rivolto in senso contrario alla marcia e con l’airbag disattivato: sempre l’art. 172 Codice della Strada).
E allora, è solo dell’africano drogato la colpa di questa morte?
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Now playing: Gavin Bryars – Cadman Requiem: Requiem
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UPDATE
Il presidente dell’associazione i Ken onlus ha diramato un comunicato stampa nel quale si biasima il fatto che la bimba deceduta non viaggiasse su apposito seggiolino omologato.
La madre ha replicato «La bambina era troppo piccola per stare nel seggiolino, ancora non si reggeva con la testa».
Con tutta la compassione per il dolore che deve provare la madre, la sua risposta non ha alcun fondamento: esistono, difatti, in commercio dispositivi di ritenuta per i bambini di tutte le età, anche per i neonati prematuri che possono stare solo sdraiati (e io lo so bene).
A questo punto, prendersela solo col liberiano (che, ribadiamo, va punito come prevede la legge e come merita) è razzismo.
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Now playing: Eugen Jochum, Staatskapelle Dresden – Anton Bruckner: Sinfonia n. 9 in Re minore: III. Adagio (Langsam, feierlich)
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