Archivio per Marzo 2009

Vietato morire

Se la Camera dei Deputati non apporterà ulteriori modifiche e il testo della legge sul testamento biologico rimarrà quello licenziato oggi dal Senato, toccherà rassegnarsi a questa realtà: i cittadini italiani sono stati espropriati della loro vita.
Con buona pace dell’articolo 32 della Costituzione, il cui comma secondo testualmente recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Certo, apparentemente ci è possibile dettare le nostre volontà nel caso ci capitasse qualcosa per cui ci ritrovassimo in coma irreversibile permanente; peccato che quelle volontà non valgano neppure la carta sulle quali siano scritte.
E ha voglia l’ineffabile Gasparri a dire che in ogni caso è vietato l’accanimento terapeutico: se alimentazione e idratazione artificiale (che sono trattamenti sanitari, checché ne dicano; o credete forse che vi sparino in vena spaghetti all’amatriciana frullati?) devono comunque essere somministrate, ecco che la gasparriana foglia di fico non basta più a coprire le vergogne dei feroci pasdaran della sopravvivenza a oltranza.
Quale sarà la prossima mossa? La reintroduzione del suicidio nel novero degli illeciti penali? (Per quanti non lo sapessero, sino a non moltissimo tempo fa — il Suicide Act inglese è del 1961 — certe legislazioni, anche nei paesi occidentali, prevedevano come sanzione per il suicidio crudeli rituali punitivi sul corpo del suicida e la confisca del patrimonio familiare; se, poi, il suicida aveva la ventura di sopravvivere al proprio atto, lo attendevano le patrie galere…)
Neanche i più biechi regimi totalitari erano giunti a tanto: e costoro hanno ancora la faccia di dirsi liberali?
Aridatece er puzzoneeee!!!!”