Alla fine persino nel PD si sono stufati di ingoiare di tutto e di più in nome non si sa bene di cosa e la Senatrice Paola Binetti è finita “sotto processo” alla Commissione di garanzia del partito, dopo e a causa delle sue ultime esternazioni a proposito degli omosessuali (ma va?).
Chiaramente, l’ala cattolica del PD non ha molto gradito e si sono levate voci in difesa, sia pur moderata (e ti capisco: ci mancava pure che si stracciassero le vesti; si vede che un po’ di vergogna alberga ancora, in qualche cattolico del PD), della pasdaran opusdeina.
Altrettanto chiaramente, il buon Walter Veltroni ha preso le distanze dall’intemerata Binetti, “ma anche” ha osservato che “in un grande partito come il nostro non possano esistere ‘reati d’opinione’ o processi per idee che vengono espresse”.
Eh no, caro Segretario! (Anche) qui, io dissento, eccome!
D’accordo che il “pensiero unico” è roba — fortunatamente — d’antan (o dell’altra parte; un momento; ho detto: “pensiero”?).
D’accordo che è forse eccessivo crocifiggere chicchessia per “una voce dal sen fuggita”.
Però. Però.
Binetti non è nuova a queste piacevolezze (mi va di citarmi addosso): tecnicamente, si chiama “recidiva specifica” (chi ricordasse altri episodi del genere può aggiungervi “reiterata”, io, Binetti vorrei dimenticarla tout court).
E non importa che Binetti espliciti “per il popolo” l’orientamento ufficiale della Chiesa Cattolica; semplicemente, si tratta di convincimenti in radicale contrasto e contrarietà rispetto ai valori fondanti del Partito Democratico (Walter, vatti a rileggere il Manifesto dei Valori del PD, § 2, in fine del sesto paragrafo… va bene che sembra quasi ci si vergognasse a inserire quel richiamo — suppongo l’ala catto–cattolica abbia fatto fronda — ma purtuttavia c’è, vivaddio!).
Allora, di norma in un’associazione si sta perché si condividono almeno dei principi fondamentali; poi, ci può essere il pluralismo interno, la diversità d’opinione etc. etc., ma non tutto e il suo contrario!
Quindi, delle due l’una:
- o il PD è effettivamente contrario alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale delle persone (il che non significa ammettere, accettare o consentire in alcun modo che gli orientamenti sessuali giustifichino l’arrecare danno ad altri; in altre parole, non è l’orientamento sessuale in quanto tale che può ritenersi una “colpa” della persona, quanto piuttosto il male che ad altri essa faccia per assecondare la pulsione sessuale: uno stupratore è un pezzo di merda indipendentemente dal sesso o dall’età della persona violentata), e allora Binetti si accomodi altrove, please;
- o ha ragione Di Pietro quando non scorge differenze fra il PD e “il suo competitore”.
Pertanto, il “processo” a Binetti “s’ha da fare”; se, poi, la medesima Binetti fosse realmente e sinceramente convinta d’aver detto una (l’ennesima) cazzata, farebbe bene a non lasciare il suo “pentimento” solo a livello verbale: si prendesse un lungo periodo sabbatico dalla politica e lasciasse il posto a qualcun altro (qualcun’altra) con meno problemi di convivenza con il prossimo.
E anche i cattolici del PD, per favore, la smettano con la lagna: non sono “perseguitati”, non sono “martiri”; se non imparano ad accettare chi non la pensa come loro e non vive secondo i loro (ristretti, per quanto legittimi) canoni morali, sono semplicemente degli intolleranti.
Fosse la volta buona che il PD prende almeno una posizione che sia una…
Se non imparano ad accettare chi non la pensa come loro e non vive secondo i loro (ristretti, per quanto legittimi) canoni morali, sono semplicemente degli intolleranti.
Mi pare che ti sfugga il fatto che TU non stai accettando chi non la pensa come te.
Il che, in un partito va pure bene, perché un partito, per definizione, raccoglie le persone che hanno una certa visione del mondo e non un’altra.
Però è davvero singolare che chi la pensa come me è aperto e tollerante, mentre chi non la pensa come me è un intollerante.
Non sono d’accordo con te, ma mi farei mozzare la testa perché tu possa dire la tua opinione. Semrpe e solo il buon vecchio Voltaire.
Non è ben chiaro se ritieni che la Binetti possa esprimere la sua opinione.
E, magari, sarebbe anche carino affrontare il problema nel merito, anziché negare anche la possibilità di porre il problema perché “non si può” o perché la Binetti è di Opus Dei.
Sorry, ma essere o meno di Opus dei (o della bocciofila) non è rilevante ai fini della valutazione di una proposizione.
Che, poi, si possa dire che questo non valga all’interno di un partito che necessariamente è fazioso, di parte (come dice il nome), beh, questo è un altro problema.
etienne64
Caro etienne64,
purtroppo è davvero difficile farsi capire, soprattutto in materie come questa.
Il senso del mio post era (o voleva essere) questo: le posizioni espresse da Binetti non sono compatibili con i valori fondanti del Partito Democratico, ergo se Binetti vuol rimanere nel PD deve “abiurarle”; chiaramente, liberissima di avere quelle e quant’altre opinioni, solo vada a esprimerle in luoghi più acconci.
Quanto all’intolleranza dei cattolici, ho dato per scontato un particolare: la loro tendenza a trasfondere convincimenti morali (discutibili ma legittimi) in leggi dello Stato, così da imporli a tutti, anche a chi la pensi diversamente. Ecco, a questo proposito ammetto di essere intollerante, ma mi pare un’intolleranza non solo ammissibile ma doverosa…
Infine, il merito del problema: stiamo parlando dell’equazione “omosessuale = pedofilo” (perché Binetti questo ha detto, in sostanza) oppure dell’inibizione al sacerdozio per gli omosessuali?
Nel primo caso, spero converrai che si tratta di un’idiozia bella e buona; nel secondo caso, è una questione interna alla Chiesa e non ritengo di avere titolo per interloquire (anche se le giustificazioni addotte mi paiono esili: che importa l’orientamento sessuale se un sacerdote sesso proprio non deve farne?).
In ogni caso, che io non abbia simpatia per gli estremisti religiosi come Binetti è cosa nota; ma spero rileverai che le mie critiche sono sempre state rivolte a loro “pensieri, parole, opere e/o omissioni”, non alle persone in quanto tali; non ritengo, così, di essere “intollerante”, solo di pensarla diversamente e, soprattutto, di non avere sufficiente ipocrisia da starmene zitto (spero, poi, che avrai rilevato come io non abbia mai censurato alcuna voce dissenziente, su questo blog…).