Qualche volta, come ieri sera, non ho sufficiente forza di volontà e saldezza morale per non subire di mia mano l’infernale e incivile supplizio chiamato “televisione”.
Non potendo allontanare l’amaro calice, ho almeno tentato di sceglierne il contenuto: non disponendo di smart–card per accedere alle trasmissioni criptate (fra le quali qualcosa di buono, effettivamente, ancora si potrebbe trovare), ho ripiegato su La7 che — finché dura, almeno — riesce a mantenere un dignitoso livello di programmazione.
E sono capitato su “Le invasioni barbariche” proprio mentre Daria Bignardi intervistava S.E. la Ministra delle Pari Opportunità On. Mara Carfagna.
Per non essere il solito snob di sinistra, ho deciso di seguire l’intervista: si è sparlato tanto della povera Carfagna, ultimamente, che volevo farmi un’idea di prima mano della persona in questione.
È stato agghiacciante.
Non so se fosse peggio quello che Carfagna diceva o il modo in cui lo diceva: un perenne mezzo sorrisino (cos’avrà avuto da ridere, poi, ’sta str…?) sormontato da uno sguardo vacuo che un poeta (dotato di un perfido senso dell’ironia) potrebbe aver definito “due limpide finestre affacciate sullo spazio profondo”.
E poi: a parte la maleducazione di dar sulla voce alla povera Bignardi che, a un certo punto, proprio non ce la faceva più a starsene lì a sentirsi quella specie di mannequin per sciure ripeterle a pappagallo le solite balle e qualche domanda scomoda (per quanto educata) , da brava intervistatrice, cercava pur sempre di piazzarla; veramente mi son vorticati i cabasisi quando Carfagna ha stigmatizzato le “molteplici irrispettose aggressioni” della sinistra (fra i martiri dei komunisti Carfagna ha pure messo l’ex generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, quello che si faceva portare le spigole in montagna con l’elicottero di servizio, ricordate?) , mentre ovviamente “loro” sono sempre buoni, bravi e belli (mica coglioni, imbecilli e fannulloni come certi altri, vero?) .
La morale è che Berlusconi ha ragione quando dice che con la sinistra il dialogo non è possibile, ma non per i motivi che dice lui.
Guardavo Carfagna, ascoltavo Carfagna e un brivido mi correva lungo la schiena: mio Dio, pensavo, se sono in buona fede, questi non arrivano nemmeno a prendere in considerazione che su qualche cosa potrebbero essere in torto, che in qualche occasione si sono comportati male; questi sono animati da non so che furore, da non so che rabbia e voglia di rivalsa, e il dramma è che non si riesce a capire per che diavolo siano così incazzati (provate a guardare in faccia i vari Cicchitto, Bocchino, Gasparri per più di qualche attimo, vincendo l’istintiva repulsione e ditemi se non pare così anche a voi) : hanno stravinto le elezioni, possono fare quel cazzo che credono (e lo fanno, peraltro, senza vergogna) , e ancora non gli basta; ma che vogliono, ancora?
(Ovviamente, se sono in malafede, sono semplicemente un’a ssociazione a delinquere, ma speriamo non sia così, dài…)
In tutto questo, Carfagna è la persona giusta al posto giusto: giovane, carina, non sa e non capisce nulla di politica; è vero, come dice lei, che anche Obama è diventato Presidente degli Stati Uniti dopo un’esperienza parlamentare di poco più lunga di quella di Carfagna, ma la rilevante differenza è che Obama si è fatto eleggere, non l’ha messo lì il suo ex ( ex ?) datore di lavoro.
Senza contare il fatto che, prima, Obama era un avvocato e un professore di diritto; Carfagna, cos’era?
Cos’è Carfagna, adesso?
Il nulla ch’era prima, solo elevata alla dignità del laticlavio.
La Storia si ripete: la prima volta è tragedia, la seconda farsa.
Caligola fece senatore il suo cavallo; Berlusconi ha fatto ministro Carfagna.
Ma non dobbiamo prendercela con Carfagna: lei ha solo fatto quello per cui l’hanno incaricata, ha avuto un’opportunità e se l’è presa.
È una donna di questa destra, in fondo, o no?
Archivio per Novembre 2008
La ministra delle opportunità
Pubblicato Sabato 22 Novembre 2008 Politica & dintorni Lascia un commentoDiavolo d’un Silvio!
Neanche facciamo in tempo a riprendere l’ultima gasparrata che il sciur parùn della destra italica riafferma la sua primazia e tratta il neo–eletto Presidente americano alla stregua di un “ family banker” qualsiasi.
Dopo, viene a dire che la sua voleva essere una “carineria”, neanche qui capendo che xè peso el tacòn del buso.
Ma la cosa forse più desolante in tutto ciò è la livorosa difesa del padrone sciorinata dall’ineffabile Capezzone: per costui, la sinistra italiana non saprebbe più a cosa attaccarsi per colpire Berlusconi.
Onorevole Capezzone, nel caso non se ne fosse accorto (ed è assai probabile, a giudicare dalle Sue ultime uscite), è vero che la sinistra italiana non sa più a cosa attaccarsi per criticare il Suo proprietario… ma perché ha l’imbarazzo della scelta!
E “per fortuna che Silvio c’è”…
Gasparri for President
Pubblicato Mercoledì 5 Novembre 2008 Politica & dintorni Lascia un commentoTags: Politica
Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America: il che quantomeno mi libera dall’angoscia che Sarah Palin potesse trovarsi “a un battito di cuore” dal posto di comando.
A parte ciò, noi italiani abbiamo poco di che essere contenti, anche perché abbiamo ancora sul groppone Maurizio Gasparri; il quale, non pago della sua prima esternazione, ribadisce e insiste.
Certo, una bella evoluzione, sotto il profilo politico, considerato quanto il vecchio MSI fosse — storicamente — antiamericano, et pour cause.
Quantomeno, a Gasparri va riconosciuto il pregio della genuinità: come lo vedi, è (e non intendevo fargli un complimento).
Anche per questo, grazie Silvio.
Se questa è democrazia
Pubblicato Martedì 4 Novembre 2008 Politica & dintorni 2 CommentiTags: Binetti, PD, Politica
Alla fine persino nel PD si sono stufati di ingoiare di tutto e di più in nome non si sa bene di cosa e la Senatrice Paola Binetti è finita “sotto processo” alla Commissione di garanzia del partito, dopo e a causa delle sue ultime esternazioni a proposito degli omosessuali (ma va?).
Chiaramente, l’ala cattolica del PD non ha molto gradito e si sono levate voci in difesa, sia pur moderata (e ti capisco: ci mancava pure che si stracciassero le vesti; si vede che un po’ di vergogna alberga ancora, in qualche cattolico del PD), della pasdaran opusdeina.
Altrettanto chiaramente, il buon Walter Veltroni ha preso le distanze dall’intemerata Binetti, “ma anche” ha osservato che “in un grande partito come il nostro non possano esistere ‘reati d’opinione’ o processi per idee che vengono espresse”.
Eh no, caro Segretario! (Anche) qui, io dissento, eccome!
D’accordo che il “pensiero unico” è roba — fortunatamente — d’antan (o dell’altra parte; un momento; ho detto: “pensiero”?).
D’accordo che è forse eccessivo crocifiggere chicchessia per “una voce dal sen fuggita”.
Però. Però.
Binetti non è nuova a queste piacevolezze (mi va di citarmi addosso): tecnicamente, si chiama “recidiva specifica” (chi ricordasse altri episodi del genere può aggiungervi “reiterata”, io, Binetti vorrei dimenticarla tout court).
E non importa che Binetti espliciti “per il popolo” l’orientamento ufficiale della Chiesa Cattolica; semplicemente, si tratta di convincimenti in radicale contrasto e contrarietà rispetto ai valori fondanti del Partito Democratico (Walter, vatti a rileggere il Manifesto dei Valori del PD, § 2, in fine del sesto paragrafo… va bene che sembra quasi ci si vergognasse a inserire quel richiamo — suppongo l’ala catto–cattolica abbia fatto fronda — ma purtuttavia c’è, vivaddio!).
Allora, di norma in un’associazione si sta perché si condividono almeno dei principi fondamentali; poi, ci può essere il pluralismo interno, la diversità d’opinione etc. etc., ma non tutto e il suo contrario!
Quindi, delle due l’una:
- o il PD è effettivamente contrario alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale delle persone (il che non significa ammettere, accettare o consentire in alcun modo che gli orientamenti sessuali giustifichino l’arrecare danno ad altri; in altre parole, non è l’orientamento sessuale in quanto tale che può ritenersi una “colpa” della persona, quanto piuttosto il male che ad altri essa faccia per assecondare la pulsione sessuale: uno stupratore è un pezzo di merda indipendentemente dal sesso o dall’età della persona violentata), e allora Binetti si accomodi altrove, please;
- o ha ragione Di Pietro quando non scorge differenze fra il PD e “il suo competitore”.
Pertanto, il “processo” a Binetti “s’ha da fare”; se, poi, la medesima Binetti fosse realmente e sinceramente convinta d’aver detto una (l’ennesima) cazzata, farebbe bene a non lasciare il suo “pentimento” solo a livello verbale: si prendesse un lungo periodo sabbatico dalla politica e lasciasse il posto a qualcun altro (qualcun’altra) con meno problemi di convivenza con il prossimo.
E anche i cattolici del PD, per favore, la smettano con la lagna: non sono “perseguitati”, non sono “martiri”; se non imparano ad accettare chi non la pensa come loro e non vive secondo i loro (ristretti, per quanto legittimi) canoni morali, sono semplicemente degli intolleranti.
Fosse la volta buona che il PD prende almeno una posizione che sia una…
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