Razzista a chi?

Parlando del Ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, Massimo D’Alema si è lasciato scappare l’espressione “energumeno tascabile”.
Che il Ministro Brunetta ostenti, e non da ieri, modi un tantino (eufemismo) aggressivi è un fatto, e può ampiamente giustificare l’epiteto di “energumeno”; l’aggettivo “tascabile” (con evidente riferimento alla statura non proprio da gigante del Ministro Brunetta), tuttavia, rappresenta una spiacevole caduta di stile (per quanto se ne siano sentite, da sinistra ma soprattutto da destra, di ben più pesanti…) e va giustamente stigmatizzata.
Certo che sentire il coro degli esponenti della maggioranza di centrodestra fare a gara a chi è più severo con D’Alema fa un certo effetto (di sicuro, non si comportarono così quando il loro signore & padrone Silvio Berlusconi definì i magistrati “geneticamente diversi” e “mentalmente disturbati” oppure gli elettori che non votavano per lui “coglioni”; e non finirebbe qui…).
Come dire: il bue che dà del cornuto all’asino.

2 Risposte a “Razzista a chi?”


  1. 1 antonio Venerdì 24 Ottobre 2008 alle 11:32

    ma allora, caro robin, in politica è consentito dire tutto dell’avversario oppure ci deve essere un limite, che valga per tutti? E se c’è, si tratta solo di un limite dettato dal buon gusto, dal comune sentire o dal codice penale? E chi eccede il suddetto limite, non dovrebbe chiedere scusa? In pratica, per Berlusconi e D’Alema o altri politici che eccedessero, ove non si scusassero, dovrebbero esserci semplici reprimende, censure poltiche, la reclusione fino a sei mesi o la multa fino ad €516, oppure nulla? Scusa la banalità ma non credo si possa esaurire la questione con un detto popolare.

  2. 2 Robin Goodfellow Venerdì 24 Ottobre 2008 alle 11:44

    Caro Antonio, non intendevo certamente giustificare l’inopportuna uscita di D’Alema, ma solo evidenziare il “doppiopesismo” di certi censori, così pronti a stracciarsi le vesti non appena gli si sfiora con un dito le mazze chiodate che brandiscono incessantemente…
    Dopodiché, vorrei tanto non dover più assistere alla continua, reiterata, esasperante, stomachevole esibizione di volgarità, aggressività (visto Castelli su Exit, qualche giorno fa?) e maleducazione in cui la politica italiana pare essersi trasformata… la polemica politica — anche aspra — dovrebbe essere ben altra cosa (in tutto ciò, lasciami dire che lo svarione di D’Alema aveva, quantomeno, una sua perversa eleganza… forse è per questo che si sono tanto risentiti, colà)


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