Parlando del Ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, Massimo D’Alema si è lasciato scappare l’espressione “energumeno tascabile”.
Che il Ministro Brunetta ostenti, e non da ieri, modi un tantino (eufemismo) aggressivi è un fatto, e può ampiamente giustificare l’epiteto di “energumeno”; l’aggettivo “tascabile” (con evidente riferimento alla statura non proprio da gigante del Ministro Brunetta), tuttavia, rappresenta una spiacevole caduta di stile (per quanto se ne siano sentite, da sinistra ma soprattutto da destra, di ben più pesanti…) e va giustamente stigmatizzata.
Certo che sentire il coro degli esponenti della maggioranza di centrodestra fare a gara a chi è più severo con D’Alema fa un certo effetto (di sicuro, non si comportarono così quando il loro signore & padrone Silvio Berlusconi definì i magistrati “geneticamente diversi” e “mentalmente disturbati” oppure gli elettori che non votavano per lui “coglioni”; e non finirebbe qui…).
Come dire: il bue che dà del cornuto all’asino.
Archivio per Ottobre 2008
Razzista a chi?
Pubblicato Mercoledì 22 Ottobre 2008 Politica & dintorni 2 CommentiTags: Brunetta, D'Alema, Politica, razzismo
Cassandra crossing
Pubblicato Martedì 7 Ottobre 2008 Di tutto un po’ Lascia un commentoTags: Venezia Calatrava ponte
Ebbene, il ponte della Costituzione — ossia il quarto ponte sul Canal Grande, ossia ancora il ponte di Calatrava — è finalmente transitabile (finito non ancora, perché manca l’ovovia per i disabili, di prossima realizzazione), e da ambo i suoi capi conduce da qualche parte.
Pare che molti si siano lamentati che sia facile mettere il piede in fallo e ruzzolare indecorosamente (e dolorosamente).
Mah, io l’ho affrontato ieri sera per la prima volta, con curiosità e un minimo di apprensione, e sono arrivato sano e salvo dall’altra parte.
Magari bisognerà che ci ripassi in altri momenti della giornata e con altre condizioni meteorologiche, ma non mi è affatto sembrato più pericoloso degli altri millanta ponti che ci sono a Venezia.
Probabilmente la gente ruzzola giù da Rialto o dall’Accademia o dagli Scalzi (gli altri tre ponti sul Canal Grande) con la stessa intensità e frequenza che dalla Costituzione, ma a Venezia sono bravissimi ad affossare ogni cosa nuova e interessante che si tenti di realizzare (vedi l’ospedale di Le Corbusier), preferendo — quando proprio non se ne può fare a meno — rifugiarsi nella comoda e rassicurante retorica del “dov’era, com’era” (col risultato di creare tarocchi e pietrificare la città nel suo ruolo di Las Vegas in Europa — insomma, non mi stancherò mai di ribadire che con la Fenice si è persa l’ennesima occasione irripetibile).
Cari i miei veneziani e turisti che ruzzolate rovinosamente giù dal ponte della Costituzione e poi vi lamentate, nell’ordine:
- del ponte;
- dell’architetto Calatrava;
- degli architetti in generale;
- del sindaco Cacciari;
- della sinistra e dei comunisti;
- etc. etc.;
ma guardare dove si mettono i piedi pareva brutto?
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