Su un altro che parla a sproposito (Liberalizzazioni, parte V)

D’accordo che — sull’esempio americano — la categoria degli avvocati non gode di gran considerazione fra la “ggente”, né alcuno (in primis, gli avvocati stessi) fa nulla per migliorare la situazione.
Abbiamo detto e ripetuto ad nauseam che la giustizia in Italia fa pena, pietà, disgusto e chi più ne ha…
Però — chissà perché — pare che i responsabili primi di questo sfascio siano gli avvocati; i quali, oltretutto, costerebbero troppo.
Di qui, balzane iniziative e inviti a pretese “liberalizzazioni”, buon’ultima l’uscita (ieri sera, durante la trasmissione “Ballarò”) del Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà: secondo il quale, sarebbe tempo di prevedere i “titoli di studio abilitanti”; in altre parole, uno si prende la laurea e il giorno dopo può aprire il suo studio professionale (legale, commercialista, etc.) senza più dover passare per tirocinio, esame di stato e così via.
Come se l’attuale situazione delle università lo consentisse… ma se la maggior parte dei laureati non sa manco scrivere in un italiano corretto (non dico bello o anche solo decente)!
Di fronte a certe affermazioni, la domanda che sorge spontanea è: “Ma questo, ci è o ci fa?”
Presidente Catricalà, con tutto il rispetto, Lei ha detto una solenne cazzata.
Non che Catricalà sia l’unico a spararne, pervero: in materia, tutti si sentono autorizzati a proporre le loro ricette, peccato che pochi o nessuno abbiano reale competenza per parlare di questi argomenti.
Catricalà, per esempio, avrà pure superato l’esame di avvocato, ai suoi tempi, ma dubito che abbia mai esercitato la professione; il suo curriculum, invero, ci dice che è sempre stato “dall’altra parte” (quella dei giudici); niente di male, sia detto, anzi. Ma allora abbia la decenza di non addentrarsi in materie che non conosce (si rilegga Wittgenstein, Tractatus Logico – Philosophicus, proposizione 7).
A dirla tutta, ne ho piene le tasche di tutto ciò.
Sono stufo di dovermi difendere per qualcosa che non ho commesso ma, anzi, subisco come e peggio di tutti: perché i magistrati avranno anche le loro ragioni di lamentarsi, ma almeno, loro, coi clienti non ci debbono trattare…
A questo punto, se noi avvocati siamo la radice di tutti i mali, si faccia qualcosa di serio, finalmente: ABOLIAMO GLI AVVOCATI!
Che la “ggente” si faccia le cause da sé (magari con l’ausilio di “Forum” e dell’“Avvocato nel cassetto”): voglio vedere, poi, con chi se la prenderanno, alle fine.
Che i giudici trattino direttamente coi “cittadini”, senza l’interfaccia dei professionisti forensi: voglio vedere, poi, come faranno a giustificare le loro mancanze, le loro castronerie (e ne fanno, oh se ne fanno!).
Io mi son rotto di fare il capro espiatorio (oltretutto, senza nemmeno un compenso come Malausséne).

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Now playing: Tangerine Dream – Le Parc (L.A. – Streethawk)
via FoxyTunes

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