Archivio per Dicembre 2007

Una modesta proposta

Beppe Grillo ha consegnato oggi al Senato le firme raccolte a sostegno della sua proposta di legge di iniziativa popolare (raccolte nel famoso V–Day di qualche tempo fa).
Nutro ancora i dubbi che ho espresso qualche post addietro, ma voglio essere propositivo anziché meramente critico.
Perciò, avanzo anch’io una proposta di legge — anzi, tecnicamente sono due — e la offro a quanti vorranno promuoverla nelle competenti sedi.
La prima è una proposta di legge costituzionale, in un unico articolo composto di due commi:
«All’articolo 75, comma primo, della Costituzione della Repubblica Italiana, la parola “cinquecentomila” è sostituita dalle parole “un milione di”.
«All’articolo 75, comma terzo, della Costituzione della Repubblica Italiana, l’inciso “ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se” è soppresso.»
La seconda, è una proposta di legge ordinaria, in un unico articolo composto di un solo comma:
«All’articolo 27 della Legge 25 maggio 1970 n. 352, comma primo, le parole “dei cinquecentomila” sono sostituite dalle parole “del milione di”.»
In questo modo, ritengo sia possibile ridare senso ed efficacia all’istituto del referendum popolare per l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge: difatti, da un lato l’innalzamento del numero delle firme necessarie per l’indizione del referendum dovrebbe garantire che l’istituto sia utilizzato solamente per argomenti e materie che davvero interessino una parte significativa della popolazione; dall’altro, l’abolizione della soglia minima di partecipazione dovrebbe evitare gli squallidi inviti all’astensionismo che troppe volte hanno invalidato le più recenti consultazioni referendarie e causato solamente un inaccettabile spreco di pubblico denaro e la progressiva disaffezione dei cittadini alle poche forme loro lasciate di partecipazione diretta alla vita della Repubblica.
Così facendo, sia quanti fossero favorevoli, sia quanti fossero contrari all’abrogazione della legge in questione, si impegnerebbero fattivamente nel sostegno delle rispettive posizioni, al fine di convincere gli elettori a esprimere il loro voto; e, finalmente, si smetterebbe di dar ragione agli assenti volontari, che non ce l’hanno — invero — mai.

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Qualche altra ragione per far turbinare i cabasisi (©Andrea Camilleri)

1) Il Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti si prepara a far nuovamente fuori il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi; torna quindi proprio a fagiolo la seguente citazione da Karl Marx: “Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano per, così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa”.
2) La Cina diffida tutti gli Stati dal ricevere ufficialmente il Dalai Lama, ventilando chissà quali ritorsioni (magari nell’ambito delle politiche commerciali) e solo il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni osa infischiarsene; con tutta l’antipatia che provo per Formigoni (come per l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush), debbo proprio dirgli “bravo” (per quel che gliene può importare); ma dico, e un po’ di sano orgoglio nazionale? Già tocca sopportare le ingerenze del Vaticano, adesso la Cina: dobbiamo proprio farci mettere i piedi in testa da tutti?
3) La senatrice Paola Binetti (teodem in quota al PD, ahimè!) non vota la fiducia al Governo perché è stata reintrodotta la punibilità a livello penale dell’incitamento alla discriminazione per ragioni legate all’orientamento sessuale delle persone e addirittura invoca la discesa dello Spirito Santo sull’aula: sono d’accordo sull’invocazione, a patto che lo Spirito Santo scenda a portarsi via la Binetti (e non la restituisca mai più)!
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La farina del diavolo

Cosa c’è di più triste di una tragedia? La medesima tragedia che scade in farsa.
L’arresto di Azouz Marzouk (accusato di traffico di stupefacenti) avvenuto nei giorni scorsi non influisce, a dire il vero, sul quadro della strage in cui sono rimasti vittime sua moglie e suo figlio (e un altro paio di persone), ne rende solo più squallido il contesto.
In tutto ciò, chi ne esce peggio non è Marzouk (in fondo, non ha mai dato l’impressione di essere chissà che splendida persona); neppure troppo, a dire il vero, i vari Lele Mora e Fabrizio Corona (loro sono trash per definizione), per quanto questo autentico “trio delle meraviglie” formi un bel campionario di degrado morale; bensì, la “ggente” il cui morboso e fatuo interesse per tali bassezze giustifica in qualche modo l’esistenza di consimili personaggi.
In fondo, è la legge di mercato: Marzouk, Mora e Corona assurgono ai discutibili onori della cronaca perché rispondono a una domanda; se non loro, altri ne avrebbero svolto le funzioni.
Occorrerebbe, quindi, vergognarsi che questa domanda ci sia (che qualcuno si premuri di fornire la merce richiesta è del pari vergognoso, ma è solo conseguenza di una vergogna antecedente).
È comunque significativo notare come Mora & Corona spuntino fuori, in un modo o nell’altro, anche in altri casi di cronaca nera (l’omicidio di Garlasco, per esempio) da autentici professionisti della fiera delle atrocità (attendiamo di vederli all’opera per il caso di Perugia…).
Non va invero taciuto che Mora & Corona costituiscono solo l’aspetto più
cheap e volgare del fenomeno; appena appena più beneducato di loro si rivela il maestro Bruno Vespa (vogliamo scordare il parterre du roi del suo “Porta a porta”, dal duo Scattone & Ferraro all’indimenticata Annamaria Franzoni?).
D’altronde si sa: in tempi duri, occorre dare alla “ggente”
panem et circenses; in questo periodo in cui anche il pane costa caro, sono rimasti solo i circenses, dei quali — ahimè! — non pare esservi carenza.
Ma, per tornare ai casi del “vedovo allegro” Marzouk, pensate adesso ai poveri Olindo Romano e Rosa Bazzi
(gli imputati della strage di Erba): tanta fatica per liberarsi di quei vicini molesti, per poi ritrovarsi il loro vero obiettivo di allora nella cella accanto (o quasi)!
È proprio vero che la farina del diavolo finisce tutta in crusca.

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Now playing: Eliahu Inbal, RSO Frankfurt – Gustav Mahler, Sinfonia n. 6 in La minore: Andante
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