Il triste e tragico caso della neonata di tre mesi morta nel sinistro stradale causato da un immigrato liberiano strafatto di droga dovrebbe insegnarci qualcosa, eppure — sarà forse l’emozione del momento? — nessuno degli organi d’informazione ha sinora segnalato un aspetto altrettanto importante di quanto per cui, invece, si sono spesi fiumi di parole.
Siamo d’accordo: il liberiano è un idiota di proporzioni galattiche e una bella stangata se la merita tutta; il codice penale prevede la reclusione da due a cinque anni per il solo omicidio colposo commesso nelle circostanze in cui si è verificato il caso di cui parliamo; tenuto conto delle lesioni inferte agli altri occupanti della vettura su cui viaggiava la povera creatura, nonché dei precedenti del reo (e, aggiungiamocelo, del fatto che è uno straniero e per di più “negro”), nonché del clamore che la vicenda ha causato, sarà difficile che se la cavi con meno di tre o quattro anni di galera.
E, ripetiamolo, gli staranno proprio bene.
Ma perché nessuno ha rimarcato che a bordo della Punto su cui viaggiava la piccola vittima c’erano altre cinque persone (quindi, in tutto, sull’auto ce n’erano sei)?
La Fiat Punto è omologata per trasportare cinque passeggeri soltanto; inoltre, i bambini di altezza inferiore al metro e mezzo debbono viaggiare su appositi seggiolini e sui posti posteriori (art. 172 Codice della Strada).
Gli altri cinque occupanti della Punto, nonostante il terribile schianto, non hanno riportato lesioni tali da metterli in pericolo di vita, a riprova che oggigiorno le automobili sono abbastanza sicure.
Da quel poco che è stato riferito, parrebbe invece evincersi che la neonata viaggiasse in braccio alla madre, sul sedile del passeggero anteriore: praticamente, nelle condizioni di minor sicurezza in assoluto.
Chiunque abbia bambini piccoli (quorum ego) sa — e deve sapere — che MAI E POI MAI si debbono tenere i bambini in braccio nei posti anteriori: a parte il fatto che le braccia di nessun genitore sono efficaci quanto una cintura di sicurezza, l’airbag (e la Punto li aveva) è un ulteriore fattore killer (tant’è vero che è consentito sistemare un seggiolino per neonati sul sedile del passeggero anteriore solo rivolto in senso contrario alla marcia e con l’airbag disattivato: sempre l’art. 172 Codice della Strada).
E allora, è solo dell’africano drogato la colpa di questa morte?
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UPDATE
Il presidente dell’associazione i Ken onlus ha diramato un comunicato stampa nel quale si biasima il fatto che la bimba deceduta non viaggiasse su apposito seggiolino omologato.
La madre ha replicato «La bambina era troppo piccola per stare nel seggiolino, ancora non si reggeva con la testa».
Con tutta la compassione per il dolore che deve provare la madre, la sua risposta non ha alcun fondamento: esistono, difatti, in commercio dispositivi di ritenuta per i bambini di tutte le età, anche per i neonati prematuri che possono stare solo sdraiati (e io lo so bene).
A questo punto, prendersela solo col liberiano (che, ribadiamo, va punito come prevede la legge e come merita) è razzismo.
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