Archivio per Febbraio 2007

Letture “de paura” (Nella biblioteca di Robin, parte III)

Un po’ di suspense, ogni tanto, non guasta; godetevi:

  • Henry James, Il giro di vite (dove stanno veramente i fantasmi?);
  • Daphne du Maurier, Rebecca (anche noto come: La prima moglie; una ragione in più per preferire un PACS…);
  • Stephen King, Stagioni diverse (qui inserito solo per l’autore: in realtà, è uno dei pochi libri di SK a non sguazzare nell’horror duro & puro; non meno meritevole, tuttavia, anzi);
  • Stephen King, Misery (questo, invece, fa davvero paura, ma senza le sbavature che spesso impediscono a SK di essere un grande scrittore tout court).

 

Ma DICO io…

Il noto deputato Pier Ferdinando Casini (già Presidente della Camera dei Deputati) ha rilasciato una dettagliata intervista sul numero odierno de la Repubblica, nella quale risponde a quanti gli rinfacciano di predicare bene (è strenuo sostenitore delle posizioni della Chiesa Cattolica in tema di morale, soprattutto familiare; in particolare, avversa il disegno di legge in materia di diritti dei conviventi — i cosiddetti DICO — di prossima discussione al Parlamento) ma razzolare male (è divorziato e attualmente convive con un’altra donna da cui ha avuto una figlia fuori del matrimonio).
In buona sostanza, il deputato Casini afferma di non vedere contraddizione fra le idee in cui fermamente crede e che professa e la sua particolare situazione di vita, la quale, appunto, non gli impedisce di credere nel contrario di quello che è in effetti la sua vita privata quotidiana.
Bei tempi quando si poteva pretendere da una persona — in special modo, da un politico — una certa coerenza fra il dire e il fare.
Casini ha ragione: si può benissimo fare quello che fa lui, basta avere la faccia come il culo.

* * *

Non sono mai stato un sostenitore dei PACS — qui da noi, prossimamente (forse): DICO — ma per ragioni squisitamente tecnico-giuridiche più che di merito vero e proprio: in fondo, ognuno fa della sua vita ciò che meglio crede (purché non rechi danno agli altri, quantomeno in linea di massima).
L’inaudita offensiva delle gerarchie cattoliche volta a contrastare l’approvazione del disegno di legge governativo in materia di diritti dei conviventi — quasi che un tanto potesse scardinare i fondamenti primi della società civile — mi ha reso i DICO più simpatici, ma non basta a eliminare le mie perplessità al riguardo.
In attesa della legge vera e propria (se mai verrà), azzardo tuttavia una previsione: se verrà approvata anche la norma che istituisce veri e propri diritti di successione fra i conviventi che abbiano stipulato un DICO, non passerà molto tempo prima che la Corte Costituzionale (giustamente) ne faccia lettera morta (in ossequio all’art. 3 della Costituzione; vi risparmio, per ora, i dettagli tecnici, che i non addetti ai lavori potrebbero trovare astrusi, pur non essendolo affatto).
Sarebbe stato preferibile che, in un improbabile soprassalto di coraggio, si fosse fatto come in Spagna, riformando appropriatamente la legislazione matrimoniale, senza inventare costruzioni dalle fondamenta spaventosamente fragili (come appaiono i DICO).
Invero, la Spagna è ancora lì, non è sprofondata nell’abisso della collera divina e, anzi, pare un Paese che fila con il vento in poppa.
Ma già, loro (come pure Francia, Germania etc.) non hanno il Vaticano in casa.

Letture in rosa (Nella biblioteca di Robin, parte II)

Torquilla mi rimprovera — non a torto — un certo “maschilismo”, non avendo indicato fra i consigli di lettura alcuna opera scritta da una donna.
Ammetto la mia colpa e tento di fare ammenda, segnalando pure:

  • Isabel Allende, La casa degli spiriti (la “controparte femminile” di Cent’anni di solitudine, se l’accostamento in questi termini è ammissibile);
  • Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio (ahead of her times);
  • Carmen Covito, La bruttina stagionata (per ridere con gusto & intelligenza);
  • Charlotte Brontë, Jane Eyre (ricordatomi da Gabri; mea culpa, mea maxima culpa…);
  • Emily Brontë, Cime Tempestose (come sopra);
  • Edith Wharton, L’età dell’innocenza (la migliore allieva di Henry James: forse un po’ riduttivo, ma non del tutto sbagliato).

Ancora adesso la bilancia non è in equilibrio: probabilmente, è un mio difetto; saranno graditi suggerimenti per ampliare i miei orizzonti.