Stupefacente!

Ieri sera mi è capitato di vedere l’inizio di “Porta a Porta” (normalmente non seguo quel programma, per non dire che la TV proprio non la guardo, ma io e mia moglie stavamo dando il biberon ai gemelli e il telecomando ce l’aveva lei, zapper incallita…): tema della trasmissione, il “test antidoping” a sorpresa effettuato dalle Iene a un gruppetto di deputati.
Come saprete, il Garante della Privacy ha bloccato la messa in onda del servizio sul fondamento della tutela di dati personali sensibili carpiti illegittimamente.
In punto di stretto diritto, nulla da dire: decisione in sé corretta.
Mi ha dato, invece, non poco fastidio — ma non dovrei sorprendermi — l’atteggiamento scandalizzato dell’ineffabile B.V., gran cerimoniere dell’ipocrisia politicante d’Italia.
Come al solito, l’immarcescibile B.V. (ce ne libereremo mai?) è stato prontissimo a correre in soccorso dei potenti di turno, anche quando di soccorso, in fondo, non avevano granché bisogno.
Neppure hanno sorpreso le prese di posizione dei soliti ospiti della cosiddetta “Terza Camera” del Parlamento (ma come ci siamo ridotti?), con l’eccezione della pasionaria Alessandra Mussolini: qui sì che sono sorpreso, nel trovarmi a condividere — in buona sostanza — l’opinione di costei, cioè che i nostri parlamentari godono di privilegi al di là di quanto il loro ruolo istituzionale consentirebbe.
Ma il punto della questione è un altro: al di là del fatto che un parlamentare dovrebbe essere come (un tempo si diceva) la moglie di Cesare, cioè anche apparire — oltreché essere — inappuntabile e rigorosamente rispettoso delle leggi che contribuisce a promulgare, è il sistema italiano di lotta all’uso di droga che svela la propria assoluta inadeguatezza.
Diciamocelo forte e chiaro: non vogliamo che i nostri figli si droghino? Bene, tocca a noi — genitori, e la società civile in genere — dargli gli strumenti per non cadere nell’uso (e abuso) di stupefacenti.
Pretendere di delegare alla legge dello Stato quello che non si è in grado di fare in casa propria è solo il peggio dell’italica insipienza.
Solo gli ottusi, a questo punto, possono ancora credere nell’efficacia di un apparato meramente repressivo (a meno che non vi siano dietro le complementari mafie/lobby del narcotraffico e delle comunità di recupero, da San Patrignano in avanti).
Perché, se davvero si vogliono combattere le tossicodipendenze, bisognerebbe — sempre nell’ottica repressiva, beninteso — mettere fuori legge anche tabacco e alcolici vari.
In fondo, sono sostanze psicotrope anche queste: strano che l’onorevole (si fa per dire) Fini (coautore della recente legge che ha inasprito le sanzioni per chi fa uso di stupefacenti: in galera!) non se ne sia reso appieno conto; ma, forse, alle sue sigarette lui non intende rinunciare…
Se davvero si tiene alla salute pubblica, non può trascurarsi che in un anno, in Italia, ne fanno fuori più il fumo e l’alcol (direttamente o indirettamente: vedi le cosiddette stragi del sabato sera e i molteplici sinistri stradali con guidatore che presenta tracce di sangue nell’alcol, più tumoretti vari) che non tutte le droghe illegali globalmente considerate.
Fossimo persone con un minimo di serietà (e qui, incredibilmente, tocca portare gli svizzeri ad esempio!), non potendo — o non volendo — proibire tabacco e alcolici (che, pure, rendono non poco allo Stato), occorrerebbe rendere l’uso degli stupefacenti legale alla stregua di quegli altri.
Come minimo, si renderebbe il narcotraffico un affare antieconomico per le varie mafie; poi, si eviterebbero i morti per overdose o per assunzione di sostanze mal tagliate.
Certo, poi bisognerebbe lavorare sui giovani per far sì che non si droghino.
Ma è qui il difficile.
Perché un ragazzo dovrebbe prendere la droga? Per noia, per infelicità, per male di vivere.
Benedetti loro! Ma il vuoto interiore si riempie facendo lavorare la testa, con la fantasia, con la passione.
Se invece di lasciarli rincoglionirsi davanti alla TV, qualche genitore gli avesse insegnato a leggere un libro, ad ascoltare della buona musica, ad appassionarsi a qualcosa, forse ’sti ragazzotti non dovrebbero cercare di svegliare il loro cervello con le droghe (si chiamano sostanze psicotrope per qualcosa, no?).
È quello che, sinteticamente, si definisce educazione.
Ma no, troppa fatica! Molto meglio (più comodo, cioè) proibire e basta.
C’è, forse, un’altra spiegazione, molto più terribile.
Una volta, quando si stava peggio, la selezione naturale operava a livello fisico.
Adesso, che quasi nessuno (nelle società “progredite”, ovvio: vi risulta che nel Burkina-Faso vi sia un problema sociale di tossicodipendenza?) muore più di fame, la selezione naturale si è spostata all’interno: chi è più forte nella testa, sopravvive (magari, infelice: ma non si può avere tutto dalla vita…); gli altri…
(Qui si aprirebbe un’altra questione, sulla qualità delle teste, ma sarà per un’altra volta… i gemelli chiamano.)
Il vero guaio è che agli italiani — rectius, alla loro classe dirigente, politica e non (Chiesa Cattolica in primis) — non interessa essere intelligenti.
Si tengano, allora, B.V. & C.: forse è la volta buona che la TV la rottamo per sempre…

6 Risposte a “Stupefacente!”


  1. 1 antonio Giovedì 12 Ottobre 2006 alle 3:42

    ottica repressiva: già che ci siamo vietiamo anche le automobili, così aboliamo gli incidenti stradali .
    ottica permissiva: legalizziamo anche le armi di distruzione di massa, così rendiamo il traffico d’armi una operazione anti economica .

    non mi cadere nel qualunquismo, per favore, parlaci di telecom

  2. 2 Robin Goodfellow Giovedì 12 Ottobre 2006 alle 4:29

    Caro Ant,
    non mi pare che gli argomenti che porti siano compatibili col senso del mio discorso, anzi non fanno che confermare la fondatezza del mio ragionamento.
    L’equazione stupefacenti=alcolici/tabacco è posta fra sostanze assimilabili per effetti sul fisico e sulla psiche: ergo, o fanno male o non fanno male.
    Le armi di distruzione di massa, al contrario, fanno male e basta.
    Anche le automobili, pervero: vi fossero efficienti servizi pubblici di trasporto, si potrebbe anche contemplare l’ipotesi…
    Non mi dire qualunquista solo perché non sei d’accordo con me… e, in ogni caso, per quanto sinteticamente ho posto una questione: non mi sembra tu ti sia impegnato a confutarla seriamente (o forse a destra la serietà si limita alla cura delle apparenze?).
    A parte ciò, vorrei chiarire un punto: questo è “Il diario di Robin Goodfellow”, non “Le opinioni (a richiesta) di Robin Goodfellow”; il che significa che decido io di cosa parlare, e quando, e come.
    Onestamente, del caso Telecom in questo momento m’importa pochino (credo anche di averci capito pochino, se non meno…); potrò, forse, occuparmene quando ne saprò di più e quando ne varrà la pena: al momento, pare una tempesta in un bicchier d’acqua…
    Comunque, se proprio ci tieni ad aprire una discussione al riguardo, perché non ti fai il tuo blog, ci scrivi quello che vuoi, e poi io ti lascio spiritosi commenti?

  3. 3 antonio Venerdì 13 Ottobre 2006 alle 4:56

    …ma vuoi mettere il divertimento?

  4. 4 Robin Goodfellow Domenica 15 Ottobre 2006 alle 4:30

    Appunto! Apriti un tuo blog e lascia divertire un po’ anche me…

  5. 5 antonio Martedì 17 Ottobre 2006 alle 4:56

    bando alle ciance. ritengo che in qualunque “altro” paese democratico, il premier che tenti di influenzare, anche a mezzo un suo stretto consigliere , una operazione di riassetto societario di una grande azienda privata non a lui riferibile, debba dimettersi lui e, non solo, il suo collaboratore.

  6. 6 antonio Venerdì 20 Ottobre 2006 alle 8:17

    a proposito: cannabis anti-dolore (mi piace), finanziaria 2007 (non mi piace), fiducia su finanziaria (mi piace ancora meno), riforma radio televisiva (potrebbe piacermi), missione in libano (non mi piace), festa di Roma (non mi piace), festival di venezia (potrebbe piacermi di più).


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